LEARNING MANAGEMENT - FOCUS 1 - INTRODUZIONE

Lo scopo di questo blog è quello di fornire all’imprenditore un nuovo modo di intendere la consulenza direzionale mirato a trasmettere al management aziendale competenze e strumenti di finanza, controllo e organizzazione aziendale, investendo nel capitale umano unico reale valore ed elemento distintivo delle aziende nel mercato.
Il presupposto di tale attività è che l’evoluzione del mercano impone alle imprese di avviare un percorso di crescita della conoscenza del mercato ad ogni livello direzionale.
In un contesto economico come quello attuale, in cui le imprese navigano in mercati ormai saturi, in cui la competizione è molto elevata, le aziende non possono permettersi il rischio di fare scelte sbagliate; gli imprenditori devono essere in grado di poter pianificare le proprie strategie, di programmarne la realizzazione e soprattutto di controllarne il raggiungimento tramite strumenti di controllo semplici ed integrati nella propria organizzazione.

Le fasi del controllo direzionale

La pianificazione strategica rappresenta un processo con il quale un'impresa fissa, per il suo sviluppo, gli obiettivi da eseguire, le risorse necessarie e le modalità di reperimento e di impiego delle stesse.
Oggi sempre più spesso gli imprenditori si trovano di fronte ad alcuni interrogativi come:

  • È vantaggioso richiedere un nuovo finanziamento bancario o conviene utilizzare capitale proprio?
  • Quanto peggiorerebbe l'utile della mia azienda a fronte di un calo del 5% del fatturato?
  • Nonostante l’utile complessivo, esistono aree della mia attività in perdita?
  • A che prezzo devo vendere i miei prodotti/servizi offerti e quali sono i margini unitari?
  • Conviene investire nell'acquisto di un nuovo macchinario o continuare a ricorrere ai terzisti?
  • Esportare in nuovi mercati che effetto avrebbe sulla mia azienda?
  • Come posso organizzare la mia azienda al fine di avviare un corretto passaggio generazionale?

Queste sono solo alcune delle domande che solitamente chi dirige l’azienda si pone e alle quali può trovare risposta immediata solo se all’interno della sua azienda si sono stati avviati processi di sviluppo.
La gestione aziendale non può più essere effettuata basandosi su ipotesi non verificate e su strategie approssimative in quanto l’offerta nel mercato è sempre maggiore e la domanda dei consumatori sempre più sofisticata.
Queste caratteristiche del mercato presuppongono che le imprese abbiano alti standard qualitativi e capacità di personalizzazione dei prodotti in funzione delle diverse esigenze del mercato, capacità di generare e/o accedere a fonti di finanziamento necessarie a tenere elevati gli investimenti che permettono di acquisire elevata competitività.
Occorrono competenze tecniche che è possibile apprendere e capitalizzare con il supporto di un team di esperti che tramite un approccio semplice e poco invasivo di implementazione di strumenti di report e analisi riescano a trasferire le giuste competenze al management mettendoli nella condizione di rispondere alle esigenze del mercato odierno nonché di alleggerire e semplificare l’attività imprenditoriale.
Migliorare l’organizzazione aziendale recuperando efficienza e riducendo i costi non solo è possibile, ma è necessario. Ogni PMI italiana può sfruttare questo difficile momento economico per trasformare gli attuali problemi in opportunità e rilanciare la propria attività creando le basi per una ripresa economica e finanziaria stabile e duratura.

PROFILI FISCALI DEL TRUST

Il TRUST nasce nei Paesi di Common Law e viene accolto nel nostro paese con la ratifica della convenzione dell’Aja del 1° luglio 1985, il trust si sta sempre più affermando come valido strumento di pianificazione patrimoniale e fiscale, non solo per le imprese ma anche per le famiglie.

Dal 1 gennaio 1992 è operativa, in Italia, la Convenzione dell’Aja - che, ai sensi del disposto di cui all’art.1, stabilisce la legge applicabile al trust e ne regola il riconoscimento - ratificata con legge 16 ottobre 1989 n. 364. In virtù della citata normativa internazionale esiste, dunque, nel nostro ordinamento una disciplina positiva dell’istituto del trust, in grado di indicare all’operatore interno il comportamento da tenere al riguardo e il trattamento da riservare all’istituto.

 

Il trust si configura come un contratto nel quale un soggetto (detto disponente o settlor)

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IL CONTROLLO DI GESTIONE

 

  • Nonostante l’utile complessivo, esistono aree della mia attività in perdita? 
  • A che prezzo devo vendere i miei prodotti e quali sono i margini unitari? 
  • Conviene investire nell'acquisto di un nuovo macchinario o continuare a ricorrere ai terzisti? 
  • E’ vantaggioso richiedere un nuovo finanziamento bancario o conviene utilizzare capitale proprio? 
  • Quanto peggiorerebbe l'utile della mia azienda a fronte di un calo del 5% del fatturato? 

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ANALISI DI BILANCIO E RICLASSIFICAZIONE

Il bilancio d’esercizio è un modello di rappresentazione della realtà aziendale, una maggiore sensibilità nella lettura e nell’analisi dei valori in esso contenuti permetterebbe una visione aziendale più completa.

I dati del bilancio possono essere “letti” o “interpretati” per capire la realtà aziendale o possono essere “analizzati” al fine di esaminare aspetti particolarmente rilevanti della gestione. 

La lettura o interpretazione richiede la conoscenza della tecnica contabile e delle regole di formazione del bilancio al fine che quest’ultimo possa assolvere alla primaria funzione informativa. 

L’analisi tende a raccogliere significative informazioni sui vari aspetti della realtà aziendale ed è un complesso ragionamento volto all’interpretazione dei dati ricavati dai bilanci e teso a studiare particolari aspetti della gestione aziendale. 

Le diverse gestioni, quella economica, finanziarie e patrimoniali

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