Per poter architettare un idoneo sistema di controllo e gestione, il primo punto da considerare è la centralità della figura dell’imprenditore.
È l’imprenditore stesso che deve essere fermamente convinto dell’utilità del sistema di controllo: infatti devono ricevere l’avvallo dell’imprenditore sia le decisioni riguardanti l’utilizzo di determinati supporti informativi, sia l’articolazione delle relative procedure. Il consulente direzionale e l’imprenditore devono lavorare in modo profondamente integrato, e la collaborazione costante di questo ultimo con il consulente è fondamentale, se non l’unica possibile.
Quali le variabili da prendere in considerazione? Gli strumenti di controllo di gestione devono considerare anzitutto le variabili economico-finanziarie della gestione aziendale. Le criticità spesso osservate dal progettista sono molteplici di contro l’imprenditore spesso si concentra sui soli aspetti tecnici della produzione d’impresa, mentre altre volte, circoscrive il suo esame esclusivamente ad un’analisi finanziaria della gestione aziendale.

Learning Management

La nostra metodologia di intervento prevede un approccio “light” impostato per “step”, quindi per nulla invasivo e per fasi.
In una prima fase, tramite l’analisi del bilancio e della contabilità generale, a cui segue una riclassificazione del bilancio stesso, in modo tale da poter evidenziare le principali criticità economiche-finanziarie. Successivamente, avviene la condivisione dei dati con i dirigenti ai vari livelli che mette l’imprenditore nelle condizioni di poter cominciare a riflettere sui numeri della propria impresa vedendoli sotto forma di report economico-finanziario. Dopo le prime riflessioni si traggono le prime conclusioni alle quali seguiranno degli approfondimenti e delle analisi al fine di individuare i punti di debolezza rilevanti. Questa prima fase, è sicuramente la più importante tra tutte poiché è quella che fonda le basi per un nuovo modo di gestione aziendale basato sulla pianificazione, programmazione controllo.
Le analisi aggiuntive possono prevedere la necessità di dover segmentare il mercato per area geografica piuttosto che la clientela per area di business e/o per prodotto al fine di comprendere l’apporto singolo di ognuna di queste componenti al reddito complessivo aziendale. Altri tipi di analisi potrebbero focalizzarsi su aspetti relativi al rischio di credito e le reali dilazioni di pagamento che spesso i clienti riescono ad ottenere ed il loro impatto sugli equilibri finanziari.

Il controllo di gestione non gode oggi di ottima reputazione e a nostro parere gli imprenditori non riescono ad attribuirgli il giusto valore, viene vista come un’attività che assorbe troppe energie in azienda e spesso viene affidata a figure manageriali interne inesperte della materia che non applica in modo adeguato gli strumenti propri di tale disciplina.
La nostra visione relativa alla disciplina del controllo è la seguente: vediamo l’attività di controllo di gestione come il processo attraverso il quale i responsabili opportunamente indirizzati si assicurano che le varie risorse vengano acquisite ed impiegate in modo efficace ed efficiente, per il miglior raggiungimento degli obbiettivi d’impresa. Si tratta al contempo di un metodo di lavoro direttivo, mediante il quale l’azienda si dota di strumenti idonei a migliorare la qualità decisionale; e di un sistema di misura e valutazione delle performance aziendali in quanto gli obbiettivi assegnati ai vari responsabili costituiscono i parametri per valutare la loro capacità. Per quanto riguarda invece gli strumenti, la contabilità generale e il bilancio d’esercizio, la contabilità analitica ed il budget, sono i mezzi con i quali il management aziendale potrà implementare questo processo di crescita interna verso una migliore consapevolezza aziendale.
In sintesi, se volessimo individuare in tre attività il controllo di gestione potremmo riassumerle così: pianificare, programmare e controllare.

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