• Nonostante l’utile complessivo, esistono aree della mia attività in perdita? 
  • A che prezzo devo vendere i miei prodotti e quali sono i margini unitari? 
  • Conviene investire nell'acquisto di un nuovo macchinario o continuare a ricorrere ai terzisti? 
  • E’ vantaggioso richiedere un nuovo finanziamento bancario o conviene utilizzare capitale proprio? 
  • Quanto peggiorerebbe l'utile della mia azienda a fronte di un calo del 5% del fatturato? 

Queste sono solo alcune delle domande utili che solitamente l’imprenditore si pone al fine di attuare una corretta gestione aziendale e alle quali l’imprenditore può trovare risposta immediata solo se all’interno della sua azienda si utilizzano sistemi di controllo di gestione. 

In passato, in un  momento storico-economico in cui la competizione non era elevata, in cui l’offerta delle aziende veniva  completamente assorbita dalla domanda dei consumatori, gli imprenditori erano maggiormente impegnati su come fare ad incrementare i ricavi piuttosto che a porsi domande su come cercare di ottimizzare i costi relativi alla propria struttura aziendale. 

In un contesto economico come quello attuale,  in cui le imprese navigano in mercati ormai saturi, in cui la competizione è molto elevata, per ottenere una buona marginalità e una posizione dominante diventa sempre più importante cercare di ridurre le inefficienze e i costi aziendali cercando allo stesso tempo di mantenere sempre elevati gli standard qualitativi dei prodotti/servizi offerti.

A tale proposito  il controllo di gestione assume un ruolo centrale e strategico in ogni azienda. 

Il controllo di gestione è uno strumento di valutazione, programmazione e comunicazione. Uno strumento che deve essere acquisito e trasmesso come componente della cultura aziendale. E' un insieme completo di rilevazioni volte ad individuare i punti dell'attività aziendale in cui si originano le anomalie responsabili degli scostamenti dal risultato economico programmato e di consequenziali interventi correttivi indirizzati al miglioramento dei parametri economici, organizzativi e patrimoniali ed in particolare della redditività aziendale.

Il controllo di gestione è:

  • un insieme di strumenti e tecniche in grado di fornire alla direzione e alla proprietà informazioni utili per comprendere meglio la realtà aziendale ed assumere decisioni più razionali;
  • il processo attraverso il quale i responsabili ai vari livelli si assicurano che le risorse vengano acquisite ed impiegate in modo efficace ed efficiente per il conseguimento degli obiettivi d'impresa;
  • un sistema di misura e valutazione delle performance aziendali in quanto gli obiettivi assegnati ai vari responsabili costituiscono i parametri per valutare la loro capacità.

Il controllo di gestione, o controllo direzionale, comprensivo di tutti i suoi strumenti tecnico-contabili, identifica il momento operativo di verifica del più ampio processo di pianificazione ed è finalizzato a gestire ed indirizzare l’azienda verso gli obiettivi strategici e di redditività prescelti, minimizzando i rischi di percorso. 

IL CONTROLLO DI GESTIONE  NELLA NOSTRA REALTA’ IMPRENDITORIALE 

Controllo di gestione vuol dire:

  • avere la possibilità di consultare una situazione mensile di costi e ricavi che aiuti a seguire l'andamento della redditività senza dover attendere le scadenze fiscali;
  • avere a disposizione una situazione patrimoniale aggiornata che dia la possibilità di controllare  e quindi gestire , l'evoluzione attiva e passiva dell'azienda;
  • essere in grado di definire  il costo del prodotto ed adeguare prontamente i listini; 
  • disporre di un piano dei conti che evidenzi chiaramente le categorie di gruppi omogenei di spesa permettendo la suddivisione di costi fissi e variabili; 
  • saper interpretare il "Margine di Contribuzione", ovvero quel valore derivante dalla differenza tra ricavi variabili e costi variabili per singolo prodotto o categoria di prodotto immessa nel mercato al fine della valorizzazione della loro redditività ed in particolare del loro contributo alla copertura dei costi fissi aziendali;
  • saper elaborare e gestire un budget flessibile con relativo punto di pareggio (Break even point).

Nella realtà industriale italiana e specialmente nella piccola industria, la diffusione di un metodo di CONTROLLO DI GESTIONE è molto scarsa, anche se si nota sempre più un desiderio di approfondire queste problematiche.  I piccoli imprenditori, generalmente molto operosi, non hanno strumenti adatti per la conduzione della loro azienda. 

In quasi tutte le piccole aziende manca una verifica mensile od almeno trimestrale del bilancio ed in quelle rare occasioni in cui questo avviene l'elaborazione è approssimativa. Ne consegue una impossibilità di interpretazione ed analisi da cui potere impostare opportune ed eventuali correzioni di rotta.

Normalmente non è prevista nessuna riclassificazione  di bilancio che consenta la distinzione tra costi variabili e costi fissi, non si utilizza il budget, non si conosce il margine di contribuzione, la determinazione dei costi è sommaria.

L'utilizzo del software gestionale è insoddisfacente e spesso si assiste a lunghe e faticose ricostruzioni manuali delle varie situazioni. Inutile quindi pensare di vedere utilizzato il flusso di cassa, il punto di pareggio o gli indici economici e finanziari.

Nei casi in cui l'azienda pensi di dotarsi di un controllo di gestione con una struttura interna, viene spesso frenata dal costo a cui andrebbe incontro e dalla difficoltà di reperire sul mercato personaggi con esperienza specifica, senza sapere che i costi certamente non elevati vengono sempre recuperati dai vantaggi ottenuti.  

E' in questa realtà che si deve cercare di trasferire anche alle Piccole Medie Industrie i metodi gestionali propri delle grandi strutture. 

Una struttura, che permetta di aggregare e controllare i dati per analizzare l'impiego e l'efficienza delle risorse a disposizione, diventa depositaria di tutte le informazioni e dei dati necessari per la guida dell’ azienda.